la vedova bianca

Compagnia della corte

presenta:

LA VEDOVA BIANCA

Testo e regia di Ancilla Oggioni

Con Ancilla Oggioni e Enrico De Meo

Sonorizzazione dello spazio: Marco Domenichetti

Attraverso una storia d’amore, lo spettacolo presenta uno degli aspetti più delicati e controversi delle varie problematiche che ruotano intorno al carcere. Non un’ opinione univoca sul sistema carcerario, ma un’ occasione di riflessione sul tanto discusso carattere rieducativo di quest’ ultimo.
La scena mostra le vite parallele di una coppia divisa dal carcere. Gli unici contatti sono quelli rappresentati dalle lettere che ci illustrano lo scorrere diverso del tempo e delle emozioni.
La separazione modifica la percezione dell’esistenza e, indipendentemente dalla colpa, dalla pena e dalla legge, è sopportabile solo grazie alla speranza. Speranza di riunirsi, di vivere lo stesso tempo, di scoprire che l’attesa e la pena non sono state inutili.
L’aspetto più poetico del testo incontra in scena il realismo di immagini, voci e rumori (lo spettacolo è in quadrifonia) registrati nel carcere di Bollate, in un montaggio che rivela il contrasto tra il luogo comune della storia d’ amore e la realtà quotidiana della cronaca. Ne è risultato uno spettacolo con un taglio documentaristico di forte impatto emotivo.

“Dedico lo spettacolo agli uomini che cercano la ricchezza in quel che danno, non in quel che prendono, e cercano la forza in quel che sono, non in quel che hanno; agli uomini che credono negli uomini e si battono con loro e per loro e non contro di loro; agli uomini che fanno le cose in cui credono e credono nelle cose che fanno.
Dedico questo spettacolo a chi sogna a chi spera a chi attende.”

This entry was written by marco domenichetti, posted on 5 gennaio 2010 at 12:31, filed under categoria_prova. Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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